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Conservatorio “V. Bellini” di Palermo – Concerti per Accumoli e Amatrice –

16 e 17 settembre

Copyright © Nosrat Panahi Nejad "Federico Incardona"

Conservatorio di Musica Vincenzo Bellini -Palermo
Sabato 17 Settembre 2016, ore 10, Aula 12
Nosrat Panahi Nejad “Federico Incardona. Ritratto postumo di un musicista”
Nell’ambito della manifestazione La Musica Aiuta organizzata dal Conservatorio di Musica Vincenzo Bellini Di Palermo sarà proiettato il videofilm di Nosrat Panahi Nejad sul compositore Federico Incardona scomparso prematuramente nel 2006.

Le emozioni “strutturate” nella musica di Incardona
Una scala stretta e ripida di una casa restaurata all’ Albergheria. La camera la risale. Si ferma al primo pianerottolo, poi allunga lo sguardo sino alla sommità. Lì fanno da quinte due donne anziane. Ci colpisce della donna minuta che sta a destra il volto di cera che esprime una bontà rassegnata. A illuminare la quinta-donne una lampada oscillante…
 Piero Violante
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“… Da dove giungano quei compositori, tremendamente pochi, la cui musica, come quella di Federico Incardona, diviene veicolo del giudizio su quel che è male, come essi nascano, si sviluppino e si innalzino, a volte poi crollando, è difficilmente deducibile da un punto di vista filosofico …”
Heinz-Klaus Metzger

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Vittoria jazz festival
18-26 Giugno 2016
Nel ricordo di Gesualdo Bufalino (1920-1996)

VITTORIA JAZZ & BLUES FILMFEST00
Vittoria jazz festival
18-26 Giugno 2016
Nel ricordo di Gesualdo Bufalino (1920-1996)

Presentazione di MARCELLO BENFANTE
commiato in video
La “Scomparsa di Gesualdo Bufalino” di Nosrat Panahi Nejad si apre ossimoricamente con un commiato («Addio, bivacchi di festa»). Non un addio ai monti, ma un foscoliano elogio e insieme rammarico della distanza («Resta di tanta vacanza», che riecheggia la perduta “speme” del poeta di Zante). La motivazione encomiastica viene subito assorbita e quasi annullata da un complesso ordito di slittamenti iconici e semantici…
http://www.nosratpanahinejad.it/la-scomparsa-di-gesualdo-bufalino-amaro-miele/

 

 © Nosrat Panahi Nejad  Scomparsa di Gesualdo  di Bufalino

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La proiezione
di

“Mohammad Reza Lotfi Mirza Abdollah’s Music School”

di
Nosrat Panahi Nejad
26 Maggio ore   19.00 Università di  Zurich

invito per la proiezione di " Mohammad Reza Lotfi Mirza Adolla Musikschule" di Nosrat Panahi Nejad

Rassegna stampa dell anteprima del documentario

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Mohammad Reza Lotfi

Mirza Abdollah’s Music School

di

Nosrat Panahi Nejad

alla Casa della cultura di Arasbaran 18 febbraio- 2016 Teheran

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Anteprima del videofilm Mohammad Reza Lotfi Mirza Abdollah’s Music School , Farhange saraye Arasbarana, Teheran febbraio 2016Anteprima del videofilm Mohammad Reza Lotfi Mirza Abdollah’s Music School , Farhange saraye Arasbarana, Teheran febbraio 2016Anteprima del videofilm Mohammad Reza Lotfi Mirza Abdollah’s Music School , Farhange saraye Arasbarana, Teheran febbraio 2016Anteprima del videofilm Mohammad Reza Lotfi Mirza Abdollah’s Music School , Farhange saraye Arasbarana, Teheran febbraio 2016Anteprima del videofilm Mohammad Reza Lotfi Mirza Abdollah’s Music School , Farhange saraye Arasbarana, Teheran febbraio 2016Anteprima del videofilm Mohammad Reza Lotfi Mirza Abdollah’s Music School , Farhange saraye Arasbarana, Teheran febbraio 2016

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Antonio Costa
Presenta il suo libro

La mela di Cezanne e l’accendino di Hitchcock

Venerdi 8 maggio 2015, Feltrinelli via Cavour, 133 Palermo

 

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 La mela è una di quelle «incredibili mele e pere dipinte da Cézanne» che Woody Allen, in Manhattan,mette tra le dieci cose per le quali vale la pena di vivere. L’accendino è quello di Delitto per delitto: secondo gli esperti un Ronson, modello Adonis, personalizzato. A metterli assieme, la mela di Cézanne e l’accendino di Hitchcock, è stato Godard, in Histoire(s) du cinéma. E questo per dirci che sono ben pochi quelli che conservano memoria della mela di Cézanne in confronto a quanti ricordano l’accendino di Delitto per delitto. Da qui prende le mosse questo libro dedicato alle cose che vediamo nei film, e ai film come luoghi in cui gli oggetti quotidiani sono diventati, almeno nel nostro immaginario, quello che sono. Non solo di caffettiere, panchine e spremiagrumi si tratta, ma anche di una goccia di pioggia su una foglia, della fiamma di un fuoco acceso in riva al mare, di un fossile incastonato in una roccia…

http://www.einaudi.it/libri/libro/antonio-costa/la-mela-di-c-zanne-e-l-accendino-di-hitchcock/978880619860

 

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Progetto grafico A3

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MEYKHANE

voci e memorie persiane

Anno V, 2015

سرای مدرسه و بحث علم و طاق و رواق / چه سود چون دل دانا و چشم یبنا نیست

http://meykhane.altervista.org/pietro-della-valle.html

Quaderni di MEYKHANE IV (2014)

 I “Quaderni di MEYKHANE”, rivista bilingue (persiano-italiano) censita dal MIUR con peer review anonimo, a uscita annuale, si propongono da un lato di mettere a confronto le diverse anime  –  d’Iran e della diaspora – della letteratura persiana d’ogni tempo, in traduzione italiana o in traduzione con testo originale a fronte; e, dall’altro, di documentare le tante “memorie” di italiani e di iraniani che, attraverso viaggi e scambi, hanno contribuito a far avvicinare e meglio conoscere i rispettivi paesi. La raccolta di materiali da pubblicare su  “Quaderni di MEYKHANE”  viene chiusa il 31 dicembre di ogni anno.

Contributi

Nosrat Panahi Nejad Sei e sei (sesh o sesh)

Ahmad Shamlu Batti, batti, andrà come deve andare!  (a cura di Maryam Radmanesh)

Ali Akbar DehkhodaFlorilegio da Charand o parand (a cura di Valeria Ianniello)

Ayené Fruscio d’ali

Mohammad Ali Jamalzadeh Veylan ad-dowle  (a cura di Sara Assareh)

(Pseudo) Sana’i  “E’ Colui che dimora in chi ha il cuore a pezzi!” . Prologo de “La via della mistica ricerca” (Tariq al-Tahqiq)  a cura di Carlo Saccone

Odo Ruggine Storie di colori / Qesseha-ye rangi  (a cura di Nahid Norozi)

Samad Behrangi Talkhun (a cura di Sheida Farkhonde)

Appendice

Intervista a Anna Vanzan sulla sua attività di studiosa e traduttrice di letteratura persiana contemporanea (a cura di Nahid Norozi)

I testi di questo numero saranno online da febbraio 2015

ISSN 2283-3072

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Quaderni di MEYKHANE I (2011)

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archivio: tesi e dissertazioni

altri collegamenti 

studiare persiano online

© MEYKHANE 2011

 

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Copertina de Il pozzo del teatro 01

 

In occasione del I anniversario dalla scomparsa di Franco Scaldati si presenta

Il pozzo del teatro

conversazione con Franco Scaldati

di

Nosrat Panahi Nejad

Sabato 31 maggio alle ore 18/30  sala Perriera, Cantieri culturali, Palermo

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ignazio-buttitta-racconto-filiale/

UNIVERSITA’ POPOLARE DI BOLOGNETTA

VENERDI’ 29 NOVEMBRE 2013 ALLE ORE 16.00

 Nei locali della Biblioteca Comunale “Tommaso Bordonaro”

Via Vittorio Emanuele,81

 INAUGURAZIONE ANNO ACCADEMICO 2013/14

 Proiezione docufilm

“Ignazio Buttitta Racconto Filiale”

di

Nosrat Panahi Nejad

con

Flora Buttitta, Franco Scaldati, Antonino Lo Piparo

intervengono:

il prof. Antonino Buttitta

il regista Nosrat Panahi Nejad

 

 

LA S.V E’ INVITATA A PARTECIPARE

 

 LA PRESIDENTE DELL’UPB                          LA DIRETTRICE DELLA BIBLIOTECA

  ( Prof.ssa Maria Muratore)                                           (Dr.ssa Maria Grazia Guttilla)

 

 

Ignazio Buttitta Racconto Filiale

di

Nosrat Panahi Nejad

CON: Flora Buttitta, Franco Scaldati, Antonino Lo Piparo

FOTOGRAFIA, AUDIO, MONTAGGIO: Nosrat Panahi Nejad

MUSICA: La ballata del  prefetto Mori è cantata  da Egle Mazzamuto;

Arrangiamento e chitarra di Carlo Farina

DURATA: 38 minuti

PRODUZIONE: Luisa Mazzei-Nosrat Panahi Nejad-Italia, 2012

 

NOTA DELL’AUTORE

Di nuovo un ritratto postumo. Flora Buttitta si cimenta a palesare la propria memoria del padre poeta. Il circuito chiuso questa volta è rappresentato dalla dimora dove il poeta visse gli ultimi mesi della sua vita a ridosso di un  lembo di mare oramai pervaso da malinconia. Unici testimoni i gabbiani in perenne volo sopra le spiagge vuote e le  piazze deserte. Il film incomincia con le reminiscenze infantili di  Flora che apre il suo racconto della memoria paterna con l’impossibilità di possedere la luna, mentre, bimbetta, in braccio al padre, di notte, percorre le strade di Bagheria e termina con Flora  nell’atto di cogliere dalla spuma del mare immagini e poesie oramai disperse in profondità e in latitudini impensabili.

Queste pagine restituite dal mare una volta approdate con cura e con affetto vengono sistemate sulla spiaggia  da Flora come unico possibile dono alla vista dei gabbiani in volo. In questa difficile ricostruzione della memoria attraverso l’assenza, altro sussidio fondamentale, scomparso il corpo del poeta, rimane la voce, il suono, il suono tellurico con cui Ignazio insegnava e stregava chi non poteva avere il lusso o il privilegio della poesia stessa. Come affermava la poetessa Fourugh Faraghzad: “… Solamente rimane la voce, null’altro.” Quindi in questa ricostruzione, la voce  di Buttitta è  storia essa stessa. Vivida a tal punto da riaffiorare come le pagine squinternate dei suoi versi restituite dal moto delle onde e in perfetta sovrapposizione sulla  voce di Flora.

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Aula magna Invito 20 novembre 2013 (2)

 

la Feltrinelli PALERMO MERCOLEDÌ 6 novembre 2013 ore 1 7.45 Castrenze ha 5 anni quando la sua poverissima famiglia si sgretola. Completamente solo, fà il pastore per padroni senza scrupoli. Questo bimbo, però, non vive nell’odio: si sente fratello degli animali che accudisce e con i quali divide la sorte, e cresce in lui il bisogno di raccontare. Dovranno passare quasi settant’anni prima che impari le parole per dire finalmente la sua storia. Incontriamo Castrenze Chimento autore di Lasciato nudo e crudo (Terre di Mezzo) con Santo Lombino e Mario G. Giacomarra. Precederà l’incontro la proiezione del film documentario Chimento Castrenze, nudo e crudo di Nosrat Panahi Nejad con Franco Scaldati e Castrenze Chimento. eventi.palermo@lafeltrinelli.it

 

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DONNAFUGATA FILMFESTIVAL 17/29 settembre 2013

COMISO FONDAZIONE GESUALDO BUFALINO 17/24 [PRIMA PARTE]

        FONDAZIONE GESUALDO BUFALINO/SPAZIO NASELLI 25/29 [SECONDA PARTE

DAL PREMIO PIEVE AL PREMIO BUFALINO Comunicato Stampa  «Una serata particolare, venerdì 27 settembre, alle ore 21.00, sempre presso lo Spazio Naselli, in collaborazione con la Fondazione Gesualdo Bufalino, la dedichiamo alla consegna ex aequo del Premio Bufalino. L’enfant du paradis, arrivata  ormai alla VI edizione – ci tiene a dire con orgoglio il direttore artistico Salvatore Schembari – ossia a Terramatta di Costanza Quatriglio e a Chimento Castrenze, nudo e crudo di Nosrat Panahi Nejad. DAL PREMIO PIEVE AL PREMIO BUFALINO è il titolo dell’iniziativa che vuole sottolineare il passaggio da un premio letterario a un premio cinematografico, la resa del mutamento linguistico, (partendo dai due vincitori delle rispettive edizioni del premio Pieve di Santo Stefano: quella del 2000 vinta da Vincenzo Rabito con la sua opera Terra matta e quella del 2012 vinta da Chimento Castrenze con il suo diario Odissea della mia vita) nelle relative trascrizioni cinematografiche, liberamente ad essi ispirati». Parteciperanno alla consegna del premio: i due registi, i fra telli Turi e Tano Rabito, Chiara Ottaviano, sceneggiatrice e produttore del film, per Terramatta; l’autore del diario premiato Chimento Castrenze per il film realizzato dal cineata iraniano. A condurre meritatamente la serata il critico Santo Lombino. Buona Visione!


 

 

Sabato 14 settembre 2013-Archivio Diaristico Nazionale

 

Lasciato nudo e crudo incontro con Castrenze Chimento, Duccio Demetrio, Nadia Frulli, Nicola Tranfaglia

ore 9.30 Teatro Comunale

letture di Andrea Biagiotti

Siciliano di Alia e analfabeta, Castrenze Chimento ha reso sublime il valore della scrittura e della testimonianza autobiografica quando, varcata la soglia dei settantaquattro anni, ha deciso di iscriversi presso la Scuola Media “Antonio Ugo” di Palermo per istruirsi e realizzare il sogno di mettere nero su bianco la storia della propria vita. Ha compiuto così un gesto potente ed emblematico che ha schiuso i contenuti di una vicenda umana delicata e dolorosa, nella quale si narra delle sofferenze patite da un bambino cresciuto nella provincia di Palermo negli anni a cavallo tra lo scoppio e la fine della seconda guerra mondiale. Castrenze ha visto precipitosamente disgregarsi il proprio nucleo famigliare ed è stato costretto a intraprendere lavori disumani e faticosi, come garzone e come badante del bestiame, alla mercé di padri-padroni che non hanno esitato a somministrare ogni sorta di violenza nei suoi confronti. La sua vita è stata una catena di sofferenze proseguita con l’esperienza della emigrazione e della microcriminalità, spezzata solamente grazie alla forza d’animo di un uomo che sin da giovane, pur nelle avversità, non ha mai permesso che l’odio e il rancore divenissero sentimenti preponderanti. Con il passare degli anni Castrenze è riuscito a individuare e intraprendere la propria strada: ha lasciato Alia per Palermo, poi ha trovato lavoro a Milano e infine in Germania e non più nell’agricoltura, ma come operaio in una industria alimentare. Infine, negli anni Settanta, il ritorno a Palermo dove vive tutt’ora. La scrittrice Evelina Santangelo, prefatrice dell’opera, ha colto nell’autobiografia di Chimento “un tale sentimento più vasto della vita che non fa mai cadere la narrazione nel rancore e nella recriminazione”.

‘Chimento Castrenze, Nudo e crudo’ videofilm di Nosrat Panahi Nejad con Castrenze Chimento e Franco Scaldati da sabato 14 settembre Palazzo Pretorio

 

Lunedì 12 agosto 2013 ore 22,00  (Piazzetta G. Garibaldi) Alia

proiezione  del vidoefilm

Studio per un ritratto

Chimento Castrenze nudo e crudo

di

Nosrat Panahi Nejad

Girato tra Palermo e Alia e liberamente tratto dal diario Odissea della mia vita di Chimento Castrenze, vincitore del premio Pieve S. Stefano settembre 2012, il video film Chimento Castrenze,   Nudo e crudo aggiunge un altro tassello alla teca della memoria dedicata dal regista iranianiano ai personaggi e alle figure significative dell’isola.

In questo recente lavoro ispirato all’ incredibile storia individuale di Castrenze, in una continua altalena di privazione e violenza,  ciò che assume maggiore importanza nella lettura registica riguarda la conquista tardiva della scrittura, del linguaggio, da parte del protagonista. Strumento necessario per  un amarcord privo di qualsiasi ipotesi nostalgica, bensì pregno di un’attualizzazione e di una materializzazione qui e ora fin tanto da spingere prepotentemente ad apprendere la chiave di volta del sapere e del saper scrivere. Dove lo strumento principe rimane da sempre la pronuncia e la grafia di un’alef, incipit dello scrigno alfabetico.

La Lettura del diario che scandisce il percorso filmico è del grande attore palermitano appena scomparso, Franco Scaldati.