Lo sport antico (Varzesc Bastani)

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Lo sport antico (Varzesc Bastani)

Occorre tenere conto dell’importanza che ebbe
l’attività sportiva presso gli antichi
persiani per i quali lo sport e la responsabilità
morale ed etica erano accompagnati
sempre l’uno alle altre con una costante
tensione agli ideali di virtù, giustizia e forza.
Quindi dalla storia degli eroi e degli uomini forti
e virtuosi chiamati “Ayyare” e “Sciater”
deriva la storia e l’evoluzione del varzesce
bastani il quale veniva praticato in palestre
contruite secondo una forma architettonica
particolare chiamata Zur Khané cioè la casa
della forza e dell’energia.

1- Per avvicinarsi al varzesce bastani, lo sport antico, occorre tener conto dell’importanza che ebbe l’attività sportiva presso gli antichi persiani, per i quali lo sport e la responsabilità morale ed etica erano accompagnati sempre l’uno alle altre con una costante tensione agli ideali di virtù, giustizia e forza. Nell’epoca di Avesta secondo gli insegnamenti di Zorastro, il corpo sano e l’educazione corporea erano ritenuti un dovere di ogni individuo iranico perché esso asseriva che la felicità dell’animo dipende dal livello della sanità corporea. Nel non libro di Ysnà capitolo 19, afferma: un uomo Avestaiy mentre prega Aurahmazda chiede l’ottenimento di cinque desideri e tra di essi al primo posto chiede oltre l’accesso al paradiso la forza fisica.

In verità la filosofia e la visione del mondo iranico nell’epoca antica è la filosofia della lotta perenne tra Aurahmazada (il bene) e Ahriman ( il male) i quali costituiscono i poli antagonistici di tale filosofia.

Quindi, successivamente, dalla storia degli eroi e degli uomini forti e virtuosi chiamti “Ayyar” e “Sciater” deriva la storia e l’evoluzione del varzesce bastani il quale veniva

praticato in palestre costruite secondo una forma architettonica particolare chiamata Zur khané cioè la casa della forza e dell’energia.

 

2- Il termine varzesce bastani, riferito alla pratica sportiva attuata nel Zur khané, con molta probabilità è dovuto a come gli atleti si vestivano, usavano dei pantaloni corti di cuoio e applicavano delle regole e tecniche di lotta libero o adoperavano strumenti creati ad arte per questo genere di sport come “Mil” e “Kobadeh” i quali rispettivamente ricordano la mazza e l’arco. In più utilizzavano il tamburo, preso in prestito dall’atichità, per emozionare gli ateleti.

 

La storia accertata del Zur Khanè nella sua forma attuale risale al 17° secolo.

Sembra che dall’’epoca Safavide il termine Zur Khané insime al termine Varzesce Khané diventi di uso corrente. Il fenomeno di Zur khané e di Varzesce bastani durante questa monarchia, Safavide, e la monarchia di Kagiar si trasforma in una realtà sociale assai diffusa.

Va da se che i Zur khanè da sempre erano in possesso della gente comune e i ceti agiati e in genere l’aristocrazia persiana non avevano nessuno nesso con essi e con ciò le regole e riti sportivi che venivano celebrati al loro interno.

Nel periodo di Naseredin Scià Kagiar, lo sport di Zur Khané vede un suo sviluppo particolare sia come costruzione delle palestre che come diffusione delle sue regole e pratiche e i protagonisti di questo sport nominati Phlavan cioè eroe o Kosceti kir, (lottatore), vengono apprezzati diversamente e con molto riguardo anche dall’alto.

Alla luce di questo approccio della monarchia gli aristocratici e i ricchi persiani inizano frequentare i Zur Khané fin tanto che alcuni di essi fecero costruire nella propria dimora un loro proprio Zur khané.

3- Gli elementi costituenti della storia e della cultura del zur khané possono essere divisi in tre sezioni:

1) la storia della costruzione del luogo o meglio della palestra chiamata, appunto, zur khané;

2) la cultura specifica e le regole o la nomenclatura praticata in questo luogo;

3) descrizione e finalità etica e pratica di ogni azione sportiva che viene attuata durante i

raduni sportivi.

4- Altre notizie

Rivolgersi allo sport antico all’alba appena dopo il sole sorto è una vecchia tradizione. Questa usanza risale alla persia antica. Quindi va avanti sino all’epoca della nonarchia di Naserden Scià e per l’iniziativa di pahlavan Akbar Korasani, il momento della pratica sportiva dall’alba viene spostato alla sera causando forti opinioni contrari. Ma prevale il cambiamento che sin ora è rispetato.

Lo sportivo che entra nel Zur Khané deve dichiarare la sua modestia sostanziale per ciò una regole formale impone la costruzione della porta di ingresso principale che conduce al “Goud”, il cerchio profondo un metro e dal diametro di 5 o 6 metri sito al centro della palestra dove gli sportivi giocano, assai bassa. Per cui chi entra deve inchinarsi testa e corpo dando il visibile segno di

della sua umiltà e inferiorità rispetto a tutti e tutto ponendosi in uno stato sostanziale di obbedienza alle regole . In questo sport dominato dalle gerarchie chi è più anziano ha la precedenza.

Chi , poi, entra nel goud deve chinarsi e baciare con le dita il suolo sacro.

Nel momento della pratica sportiva dal Morshed (il maestro cantore e musicista che dirige cantando e suonando per tutta la durata dell’esercizio) viene eletto un sportivo anziano a cui affidare il centro della scena del goud . Questa figura viene chiamato (miyan kir) cioè colui che tiene il centro e si relaziona con il morsced ricevendo per primo da esso le regole e le mossa da impartire tra gli adebti in scena e, guida gli sportivi che a mò di cerchio all’interno lo circondono.

Il suo sguardo è sempre rivolto al sardam cioè alla cattedra dove si siede il morshed. Da ricordare che questa cattedra è sacro e riservato solo al morshed.

Questo breve documentario si propone come un primo approccio non esaustivo, per riflettere sull’armonia esistente tra i tre elementi costitutivi dello sport antico: movimento, musica e canto, colti nel luogo specifico in cui esso si pratica cioè “Zur Khané”

Nosrat Panahi Nejad

 

SCHEDA

TITOLO: Lo sport antico (Varzescè bastani)

Di: Nosrat Panahi Nejad

CON: Maestro Moetadi e con tutti gli sportivi che abitualmente frequentano Zur ghanè Karaj (Teheran)

FOTOGRAFIA AUDIO MONTAGGIO: Nosrat Panahi Nejad

MUSICA: Dal vivo eseguita dal maestro Moetadi

DURATA: 32 minuti

PRODUZIONE: Luisa Mazzei – Nosrat Panahi Nejad, Teheran 2011.